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“Nell’approccio sistemico relazionale si afferma che l’individuo fa parte di un gioco, un sistema, di relazioni interpersonali. 
Cambiarlo equivale a modificare la rete di relazioni in cui è avvolto; causa di sofferenza, patologia, o più semplicemente, di insoddisfazione per il proprio ruolo sperimentato in un gruppo, in un organizzazione, in un contesto familiare”. [D. Demetrio]

Gli interventi territoriali che agiscono nei confronti dei minori sviluppano una strategia territoriale che porta necessariamente alla costruzione di una rete di rapporti e di relazioni collaborative.
Per intervento globale sistemico si intende la capacità di attivare tutte le risorse territoriali interrelandole fra loro, creando un rapporto di reciprocità dove ogni risposta amplifica quella dell’altro e ne viene a sua volta amplificata.
Il territorio è quindi un luogo fisico, sociale e formativo: luogo di definizioni, trasformazioni, cambiamento; luogo ricco di significati simbolici, di esperienze, di intrecci fra oggettivo e soggettivo, di relazioni, dinamiche sociali, bisogni soggettivi e collettivi; si vive e ci si organizza nelle case, nei palazzi, nel quartiere, nei paesi, nelle strade….nelle istituzioni: famiglia, scuole, servizi, associazioni e altre attività sociali.
Ed è lì che nasce quella rete di relazioni significative che determinano il benessere o il disagio e le difficoltà di crescita. Queste ultime possono restare potenziali ,divenire un sintomo o risolversi, e ciò dipende anche dalla qualità delle relazioni significative di ogni individuo insieme alle opportunità presenti nell’organizzazione della rete di muoversi e trasformarsi.
Compito primario dell’educatore territoriale è quindi conoscere la rete di ogni ”cliente”. È necessario organizzare un “fare” che metta in condizioni di modificare nel breve, medio o lungo periodo la rappresentazione, il concetto, l’opinione di sé.

È un intervento quindi che mira alla emancipazione sociale dell’individuo, un intervento che deve soddisfare intenzionalmente i bisogni, un intervento necessario senza il quale il livello di sviluppo della società civile, la cultura dei diritti degli altri, i rapporti di convivenza e integrazione ne risulterebbero fortemente compromessi.

     
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