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"Si è perso di più quando si è perduta la passione o quando si è perduti nella passione?"
KIRKEGAARD

"Ognuno di questi uomini, chiuso in se stesso, si comporta come se fosse estraneo al destino di tutti gli altri. I figli e gli amici costituiscono per lui l'insieme del genere umano.
Quanto al resto dei suoi simili, capita che si confonda con loro, ma non li vede; li sfiora ma non li sente.
Non esiste che in se stesso e per se stesso. E se ancora la famiglia ha un qualche significato per lui, è la società a non averne più alcuno."
TOCQUEVILLE


La malattia del soldato, la morfinomania appunto, è certamente il dramma che dagli anni 70, quando la CIA "introdusse l'eroina in Europa", flagella i nostri giovani.
Fino alla fine del secolo scorso la storia dei Servizi e delle C.T. è la storia della lotta all'eroina e alle patologie correlate (HIV, HS, …), ma all'alba del nuovo millennio si aprono scenari inediti: la cocaina ha conquistato il mercato europeo (come pianificato negli accordi Mafia-cartelli colombiani negli anni 80 - 1 Kg di ero per due Kg di coca) insieme alle designer drugs (empatogeni, entactogeni, exstasy-like), la diffusione dell'alcool decuplica, il doping (epu, nandrolone, etc.) prende piede nello sport e il gioco patologico (Gambling) e l'anoressia mentale mostrano i loro effetti devastanti sulla economia dei singoli e delle famiglie.
Ma cosa sta dietro questo massiccio uso di sostanze consolatrici? Cosa motiva una persona a moltiplicare le proprie "prestazioni", a giocarsi la vita, ad annegare l'Io per sciogliersi le rigidità superegoiche, a ricercare "feeling" a basso costo, ad ipereccitare il proprio Sistema Nervoso Centrale per sentirsi vivo e di valore? A ricercare una vacanza cronica da se stesso o un contratto risacralizzato col mondo?
Intorno a queste domande si sono messe alla prova intelligenze come il S.Freud di "Uber der coca", il Derida della "retorica della droga", il Fromberg degli studi dell'DMT, l'Hudolin dei gruppi di autoaiuto, il Tim Leary della "Neuropolitica", il T.Makenna del "Pasto degli dei", per dire di alcuni classici, e a loro rimandiamo chi volesse approfondire gli argomenti.
Vorrei invece invitare a riflettere su due recenti scoperte della neurobiologia del corpo collettivo: la normopatia (Llauder-Ubeira 1989) e l'intimismo (Sennet 1982), l'una, patologia della normalità, l'altro naturale evoluzione del pensiero dadaista che descrive il profilo della borghesia emergente degli anni 20 con la Selfcleptomania, il furto inconsapevole di parti essenziali di Sé.
Termino questo elzeviro con due parole sulla retorica della guerra alla droga (chi sono le vittime della guerra alla droga se non i nostri ragazzi?); e altre due sulla droga alla guerra, sul business e sui paradisi fiscali dove banche lavanderia restituiscono verginità di moneta agli sporchi soldi del narcotraffico.
Vorrei concludere con una domanda, la cui risposta lascio ai lettori, che attraversa come una lama la cultura contemporanea e la pratica dei servizi e delle C.T.: E' possibile un uso intelligente di droghe, di contro ad un abuso infantile, in un mondo che predica il consumo, lo consumo, come fine naturale del mercato?

Valdesalici dr. Benedetto

     
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